Ranters pellegrini
Esistono luoghi (reali o virtuali) che vanno visitati per non interrompere mai quella instancabile ricerca che serve a comprendere dove si è giunti.
L'arrivo verrà raggiunto solo alla fine del cammino che ogni Ranter intraprende individualmente, ma le emozioni vissute nel luogo di partenza dell'insoddisfatto
pellegrino restano per lui immutate e soprattutto conduttrici.
pellegrino restano per lui immutate e soprattutto conduttrici.
Ogni cammino ha la sua meta, ma è necessario stabilire se Rantarialab è linea di partenza o punto d'arrivo...


2 commenti:
Altro che assenti, se silenzio fa rima con assenza, be allora non abbiamo capito niente.
Per esserCI non sempre si deve manifestare la propria presenza con strumenti convenzionali( corpo, parola e tutto ciò che è percepibile dai sensi), anzi spesso la forma più nobile dell' EsserCI è accompagnata dal silenzio e dall'ascolto.
Quindi non si è dato "fiato alle trombe" in questo periodo, per meditare un pò sull'operato della rantaria e per dare la possibilità, tramite il preziosissimo silenzio, a voi di parlare e a noi di ascoltare.
Purtroppo, esclusi i problemi di udito di qualcuno, qui non si è sentita volar mosca, e nessuno ha approfittato del silenzio per farsi "ascoltare"...
Ora mi chiedo Ma u mommix nun' avi nenti di diri? O avi tantu di diri, ma pensa che è megghiu nun parrari ma sparrari?
BOooo Aspittamu a prossima pausa pi la risposta?
Cmq Caro rantaria hai ragione sulla natura "pellegrina"("errante") dei ranters. Infatti noi ranters stiamo affrontando uno strano pellegrinaggio,dove siamo compagni di viaggio, ma la durata e la destinazione dello stesso sono diversi da ranter a ranter.
Personalmente per me Rantarialab non corrisponde ne alla linea di partenza ne al punto di arrivo, ma ad una piacevole ed utile tappa, un pò come un oasi nel "deserto"(Bocina?), del mio lungo "Pellegrinaggio"...
Buona notte da 4toNATO "partito" o "arrivato" ?
P.s. si si tratta da testa penso ca già partiu e vaviri unnecchi è arrivata....
Forse non sarebbe sbagliato leggersi "Camminare" di Henry David Thoreau. Ecco l'incipit: "Durante la mia vita ho incontrato non più di una o due persone che capissero l'arte del Camminare, ossia fare passeggiate, che avessero il "genio", per così dire, del vagabondare, espressione proveniente da genti oziose che nel medioevo percorrevano il paese chiedendo l'elemosina, con il pretesto di andare in Terra Santa. Chi non giunge mai in Terra Santa, nei loro vagabondaggi, come invece pretendono, sono degli autentici oziosi e dei perdigiorno; ma coloro che vi giungono sono vagabondi secondo il mio modo di vedere, nel senso buono del termine".
Intorno al viaggio, quindi, ci sono tante cose da dire, tante occasioni per promuovere altri viaggi dentro e fuori di sè, per non stagnare nella banalità dei luoghi comuni e nella rincorsa a status spesso vuoti dentro. Il viaggio può durare anche poco, nel tempo e nello spazio, ma deve soprattutto essere occasione di conoscenza del mondo che è dentro ognuno di noi.
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