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sabato 13 novembre 2010

Essere o non essere questo è il dilemma...

E' iddu o nunn'è iddu?
NUNN'E' IDDU!!!

19 commenti:

Walden ha detto...

Mi mia E' IDDU!!!

CU SUGNU? ha detto...

CARO WALDEN, AVENDO IO ESPLETATO IL SERVIZIO MILITARE IN INFERMERIA LO RICONOSCO BENISSIMO L'ENOCORDIAL CHE E' UN'OTTIMO BRANDY PRODOTTO DALLA FARMACEUTICA MILITARE DI FIRENZE - RICORDO PURE L'ELISIR DI CHINA OTTIMO CORROBORANTE E DIGESTIVO ANCH'ESSO PRODOTTO DALLA FARMACEUTICA MILITARE DI FIRENZE . CASA NE CONSERVO ANCORA UNA BOTTIGLIA PER RICORDO. ALLA LUCE DI CIO' ANCH'IO DICO E' IDDU!!! CIAO WALDEN

Walden ha detto...

Caro CU SUGNU (IETTA VUCI) devi sapere ca ci fu una sciarra pazzesca!
Tutto questo perchè tra i numerosi commensali, tutti ex miliari, solo Jacuzzu si è ostinato a non volere riconoscere la genuina origine del "cordiale", anche perchè, a suo dire, la dizione "enocordial" non esisteva ai nostri tempi gagliardi.
Che dire? Pi mia, ripeto, è IDDU!!!

Anonimo ha detto...

E batti a testa o pupu!!!!
Unne iddu unnavia saputi e poi unnera sulu iò a aviri dubbi!!!!
Era sulu rispettu pu patruni ri casa.
Iacuzzu

CU SUGNU? ha detto...

- Segue post precedente -

In quest’ultima funesta circostanza lo Stabilimento si attivò in tempi rapidissimi e produsse in meno di 24 ore 500.000 compresse di ioduro di potassio, farmaco usato per combattere i danni alla tiroide provocati dallo Iodio131, isotopo radioattivo estremamente pericoloso.
Alle ore 12 del 24 dicembre 1989, arrivò l’ordine dallo Stato Maggiore dell’Esercito di preparare e spedire una ingente quantità di farmaci e materiale sanitario per la Romania, allora dilaniata da una crisi sociale e politica davvero imponente: in poche ore furono allestite e spedite 1.200.000 compresse di acido acetilsalicilico (un notissimo antiinfiammatorio), 45.000 fasce di medicatura e alcuni quintali di cotone.
Altra importante attività a risonanza nazionale che ha coinvolto lo Stabilimento è stata, nel 1998, la preparazione per conto del Ministero della Salute, di due dei principali farmaci della terapia del Professor Di Bella: la soluzione ai retinoidi (meglio conosciuta come lo sciroppo di vitamine) e le compresse di melatonina, la cui sperimentazione purtroppo non ha fornito i risultati attesi.
Attivati dall’Istituto Superiore di Sanità, furono rapidamente messe a punto le procedure operative per la produzione di questi due farmaci: in circa 20 giorni, lo Stabilimento produsse 2.400.000 compresse di melatonina e 10.400 flaconi di soluzione ai retinoidi, con le attrezzature di cui disponeva non tralasciando peraltro la produzione standard programmata.
Fin dalla sua creazione, nel lontano 1853, l’attività istituzionale dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare è stata prioritariamente votata al soddisfacimento delle esigenze sanitarie delle Forze Armate sia in tempo di pace, che ancor di più, in tempo di guerra:
Lo Stabilimento, quindi, si è sempre occupato di:
•produzione di medicinali, materiale di medicatura e sanitario accessorio e plasma, quest’ultimo tramite la Banca Militare del Sangue (operativa dal 1953);
•allestimento di complessi sanitari campali di interesse strategico per uso individuale o ad uso di Reparti;
•studio, ricerca e sperimentazione di nuove formulazioni farmaceutiche, presidi medico chirurgici, materiali, mezzi ed equipaggiamenti in campo sanitario;
•controlli e collaudi di materie prime, interrmedi di lavorazione e prodotti finiti;
•elaborazione delle specifiche tecniche per la fabbricazione, distribuzione, impiego, manutenzione e conservazione dei materiali sanitari nonchè di macchinari e impianti da acquisire;
•formazione, addestramento e aggiornamento professionale delle maestranze civili e dei quadri, sia militari che civili.
Tutto ciò ha reso la produzione SCFM fino a pochi anni orsono, significativamente cospicua e di elevato profilo qualitativo: il Tariffario SCFM, negli anni 90, riportava più di 300 prodotti fra medicinali (anche preparati sterili iniettabili), materiali di medicatura, presidi medico chirurgici, allestimenti sanitari e prodotti alimentari.
Tra i più famosi si possono ricordare le fiale di Chinina bicloridrato per la cura della malaria, l’Elisir di China, i Boli al Mentolo, la pomata al Metile Salicilato (un vero toccasana per i dolori articolari e muscolari) e tanti altri; tra questi vi sono prodotti ancora in listino.
La diversificazione della produzione ed i quantitativi generalmente contenuti di ciascuna voce, soprattutto se rapportati ai volumi produttivi delle aziende farmaceutiche private, hanno da sempre imposto il criterio di produzione a campagna, attivando di volta in volta le varie linee produttive, in funzione delle commesse di lavoro.

www.farmaceuticomilitare.it/prodotti.aspx?lnrid_cat=1

Jacuzzu.. un'attistari comu sempri virica walden raggiuni avi: U sa co io ti stimu però stavota pigghiasti nà cantunera di pettu..... scanciasti ciciri pi favi..! ti salutu giacomì....

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

U sacciu ca mi "stimi"!!!!!
Ma mi facissi piaciri sapiri cu si.
Iacuzzu affacciu...

funnacaru ha detto...

Quantu chiacchiari pi nu bicchirinu....

Anonimo ha detto...

STORIA
La nascita dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare risale al 22 dicembre 1832, data in cui Re Carlo Alberto con un “Regio Viglietto” fondava il Consiglio Superiore dell’Armata Sarda, che aveva fra i suoi componenti un Chimico Farmacista quale membro straordinario. Nello stesso Regio Viglietto si manifestava l’esigenza di “ordinare, appena possibile, lo stabilimento di un Laboratorio Generale Chimico Farmaceutico”.
Con il “Regio Decreto per l’organizzazione del Servizio Chimico-Farmaceutico militare” datato 26 giugno 1853, infatti, in Torino veniva istituito un Deposito di Farmacia Militare con annesso il Laboratorio generale chimico farmaceutico, con il compito di preparare tutti i medicinali i materiali sanitari occorrenti per il Servizio Sanitario e Veterinario Militare.
La sede originaria del Laboratorio era in corso Siccardi, nel centro della città sabauda, laddove era presente anche il famoso Laboratorio di produzione del Chinino dello Stato, inizialmente autonomo e diretto da un Colonnello chimico farmacista del Regio Esercito.
Appare superfluo evidenziare la fondamentale opera sociale che il Laboratorio svolse in quegli anni in cui l’Italia era infestata dalla malaria.
Il nome di “Deposito di Farmacia Militare" fu mantenuto fino al 1884, anno in cui fu sostituito con quello di Farmacia Centrale MIlitare.
Nel 1923 assume la denominazione di Istituto Chimico Farmaceutico Militare, conservata fino al 1976, anno in cui diventa STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE, a seguito della ristrutturazione dell'area tecnico-industriale del Ministero della Difesa; diventa così un ente interforze alla dirette dipendenze della Direzione Generale della Sanità Militare di Roma.
Dopo la Grande Guerra, anche a causa degli enormi problemi sanitari che allora affligevano il Paese, si avvertì l’esigenza di disporre di una sede più adeguata, moderna e funzionale, posta tra l’altro al centro della penisola in modo da favorire la distribuzione e la spedizione dei materiali; venne così ordinato il trasferimento dell'Istituto da Torino a Firenze (nella zona di Rifredi - località Tre Pietre) con la costruzione dell’attuale sede, dove occupa un'area di circa 55.000 mq.
Dal mese di ottobre del 1931, data di inaugurazione della sede fiorentina dell'Istituto, sono state ininterrottamente prodotte (tranne una forzata pausa durante la II Guerra Mondiale) numerose specialità medicinali, materiali di medicatura, prodotti cosmetici e alimentari arrivando ad impiegare, negli anni 40, più di 2.000 persone tra Maestranze ed Ufficiali, questi ultimi prevalentemente del Corpo Sanitario dell'Esercito, ruolo Chimico - Farmacisti.
Alla fine della 2^ Guerra Mondiale lo Stabilimento, che pure aveva subito ingenti danni (i tedeschi in ritirata distrussero la centrale termica dello Stabilimento e trasferirono tutte le attrezzature di produzione a Merano), riprese ben presto la piena operatività e con i suoi prodotti è sempre stato a fianco della popolazione durante le gravi calamità naturali verificatesi nel corso degli anni: basti pensare all’alluvione di Firenze del 1966, ai terremoti del Friuli (1976), dell’Irpinia (1980) ed alla triste vicenda della nube radioattiva di Chernobyl (1986).
- CONTINUA -

Anonimo ha detto...

- SEGUE POST PRECEDENTE -
In quest’ultima funesta circostanza lo Stabilimento si attivò in tempi rapidissimi e produsse in meno di 24 ore 500.000 compresse di ioduro di potassio, farmaco usato per combattere i danni alla tiroide provocati dallo Iodio131, isotopo radioattivo estremamente pericoloso.
Alle ore 12 del 24 dicembre 1989, arrivò l’ordine dallo Stato Maggiore dell’Esercito di preparare e spedire una ingente quantità di farmaci e materiale sanitario per la Romania, allora dilaniata da una crisi sociale e politica davvero imponente: in poche ore furono allestite e spedite 1.200.000 compresse di acido acetilsalicilico (un notissimo antiinfiammatorio), 45.000 fasce di medicatura e alcuni quintali di cotone.
Altra importante attività a risonanza nazionale che ha coinvolto lo Stabilimento è stata, nel 1998, la preparazione per conto del Ministero della Salute, di due dei principali farmaci della terapia del Professor Di Bella: la soluzione ai retinoidi (meglio conosciuta come lo sciroppo di vitamine) e le compresse di melatonina, la cui sperimentazione purtroppo non ha fornito i risultati attesi.
Attivati dall’Istituto Superiore di Sanità, furono rapidamente messe a punto le procedure operative per la produzione di questi due farmaci: in circa 20 giorni, lo Stabilimento produsse 2.400.000 compresse di melatonina e 10.400 flaconi di soluzione ai retinoidi, con le attrezzature di cui disponeva non tralasciando peraltro la produzione standard programmata.
Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, oltre a soddisfare prioritariamente le esigenze sanitarie delle Forze Armate, da sempre collabora con altre Istituzioni del settore producendo diverse tipologie di materiali sanitari (farmaci, presidi medico-chirurgici, alimentari, integratori, allestimenti sanitari, ecc.).
Vi è sempre stata, inoltre, una fattiva collaborazione con numerose Università (Firenze, Siena, Roma, Pavia) per attività congiunte di ricerca e formazione e per la produzione di medicinali orfani, medicinali cioè che, pur essendo di indubbia utilità clinico-terapeutica, non vengono sviluppati, prodotti e resi disponibili dalle aziende farmaceutiche private a causa, sostanzialmente, del loro limitato interesse commerciale; curano infatti patologie, definite malattie rare (si parla di 6000 - 7000 diverse tipologie....), che colpiscono un numero relativamente piccolo di persone. In realtà, sebbene in Europa una malattia rara è considerata tale se colpisce 1 paziente su 2000 (incidenza del 0,05 %), anche quel singolo (sfortunato) paziente ha tutto il diritto di essere curato adeguatamente e con i migliori presidi messi a disposizione dalla Comunità Scientifica internazionale.
L'ultima proficua collaborazione istituzionale, iniziata ad aprile 2009 e tutt'ora in corso, è quella con il Ministero della Salute per la produzione in capsule del farmaco antivirale oseltamivir, utilizzato a scopo profilattico ed, eventualmente, terapeutico, nei confronti dell'influenza umana A/H1N1, impropriamente definita influenza suina.

-CONTINUA -

Anonimo ha detto...

- SEGUE POST PRECEDETE -

Fin dalla sua creazione, nel lontano 1853, l’attività istituzionale dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare è stata prioritariamente votata al soddisfacimento delle esigenze sanitarie delle Forze Armate sia in tempo di pace, che ancor di più, in tempo di guerra:
Lo Stabilimento, quindi, si è sempre occupato di:
• produzione di medicinali, materiale di medicatura e sanitario accessorio e plasma, quest’ultimo tramite la Banca Militare del Sangue (operativa dal 1953);
• allestimento di complessi sanitari campali di interesse strategico per uso individuale o ad uso di Reparti;
• studio, ricerca e sperimentazione di nuove formulazioni farmaceutiche, presidi medico chirurgici, materiali, mezzi ed equipaggiamenti in campo sanitario;
• controlli e collaudi di materie prime, interrmedi di lavorazione e prodotti finiti;
• elaborazione delle specifiche tecniche per la fabbricazione, distribuzione, impiego, manutenzione e conservazione dei materiali sanitari nonchè di macchinari e impianti da acquisire;
• formazione, addestramento e aggiornamento professionale delle maestranze civili e dei quadri, sia militari che civili.
Tutto ciò ha reso la produzione SCFM fino a pochi anni orsono, significativamente cospicua e di elevato profilo qualitativo: il Tariffario SCFM, negli anni 90, riportava più di 300 prodotti fra medicinali (anche preparati sterili iniettabili), materiali di medicatura, presidi medico chirurgici, allestimenti sanitari e prodotti alimentari.
Tra i più famosi si possono ricordare le fiale di Chinina bicloridrato per la cura della malaria, l’Elisir di China, i Boli al Mentolo, la pomata al Metile Salicilato (un vero “toccasana” per i dolori articolari e muscolari) e tanti altri; tra questi vi sono prodotti ancora in listino.
La diversificazione della produzione ed i quantitativi generalmente contenuti di ciascuna voce, soprattutto se rapportati ai volumi produttivi delle aziende farmaceutiche private, hanno da sempre imposto il criterio di produzione “a campagna”, attivando di volta in volta le varie linee produttive, in funzione delle commesse di lavoro.
Attualmente lo Stabilimento è alle dirette dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa (nella quale è entrato a farne parte con D.M. Difesa 24 aprile 2001), ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico posto sotto la vigilanza del Ministro della Difesa, istituita con il D.Lgs. 300/99.
L’ingresso dello Stabilimento e di altre 8 unità produttive nell’Agenzia Industrie Difesa (AID) rientra in un ampio progetto di razionalizzazione e ristrutturazione di tutta l’area tecnico industriale della Difesa iniziato con il D.Lgs. 459/97 ed improntato a criteri di economica gestione allo scopo di rendere efficienti le strutture con la diminuzione dei costi e l’aumento dei ricavi.
Le attività istituzionali del “Farmaceùtico Militare”, così come da sempre è affettuosamente chiamato dai Fiorentini, sono fondamentalmente simili a quelle del passato: ciò che sta cambiando è la sempre maggiore attenzione da dedicare al mercato civile, fondamentale bacino di utenza del presente e di un futuro prossimo, non tralasciando però l’utenza storica istituzionale delle Forze Armate, cui può e deve fornire, come ha sempre fatto, prodotti particolari, di specifico interesse e difficilmente reperibili sul libero mercato.

- CONTINUA -

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

- SEGUE POST PRECEDENTE -

Appare indispensabile inoltre contrarre sensibilmente la produzione ed orientarsi su poche decine di prodotti di elevato profilo qualitativo, difficilmente reperibili sui normali canali commerciali ed in grado di produrre adeguati ricavi.
Le attività dello Stabilimento, attualmente orientate al soddisfacimento delle esigenze specifiche delle Forze Armate ed a quelle di mercati di "nicchia" nell'ambito civile, si esplicano in:
• produzione di farmaci : farmaci orfani, antidoti e medicinali generici
• produzione di presidi medico-chirurgici
• confezionamento di alimenti destinati ad una alimentazione particolare
• produzione di alimentari
• produzione di cosmetici
• progettazione e allestimento di kit: zaini e kit vari, sia di interesse specifico delle FF.AA. che del mercato civile, sia per uso individuale che collettivo
Lo Stabilimento inoltre, a richiesta del Cliente, è in grado di soddisfare esigenze specifiche (completamente personalizzabili) e produzioni anche su piccola scala.
L'andamento del conto economico dello Stabilimento negli ultimi anni ha avuto un costante trend positivo, riducendo drasticamente i costi ed aumentando i ricavi; nell'esercizio finanziario 2008 è stato raggiunto il pareggio di bilancio e le previsioni per il 2009 sono positive.
Per il Ministero della Difesa:
• produzione e procurement di medicinali, dispositivi medici e presidi medico-chirurgici
• allestimento di kit sanitari individuali e di reparto per impiego campale, cassette di Pronto Soccorso per veicoli ruotati, kit sanitari per ambienti di lavoro (D.Lgs. 81/08 e D.M. 388/2003), corredi complementari NBC (autoiniettori riciclabili a base di atropina/obidossima e diazepam)
• produzione di alimentari e cosmetici
• raccolta di sangue e produzione di plasma umano per il tramite della Banca Militare del Sangue
Per il Ministero della Salute, S.S.N. (Ospedali Civili), Istituto Superiore di Sanità:
• produzione medicinali orfani o non reperibili sul mercato (es.: chetoconazolo cps., rame istidinato e chinina cloridrato fiale, apormorfina cloridrato e fenitoina sodica cpr.)
• produzione e gestione tecnica di medicinali per:
o Bioterrorismo (Scorta Nazionale Antidoti) - (es: calcio gluconato, blu di metilene, atropina e dimercaprolo fiale, blu di Prussia bustine);
o Emergenze sanitarie (pandemia aviaria: capsule antivirali, incidenti chimici/nucleari: Potassio Ioduro cpr.)
• kit per sperimentazione clinica (disassuefazione da cocaina)
Attività ispettiva a officine farmaceutiche per conto dell'Agenzia Italiana del Farmaco (A.I.FA.)
L'A.I.FA. si avvale, ormai da qualche anno, delle competenze e del patrimonio tecnico-professionale del personale laureato in servizio presso lo Stabilimento (sia del ruolo militare che civile) per l'effettuazione di circa 30-35 verifiche ispettive all'anno presso le officine farmaceutiche dislocate sul territorio nazionale, così come previsto ai sensi del Decreto Legislativo 219/2006.
Questa proficua collaborazione, con reciproca soddisfazione da entrambe le parti, è stata recentemente rinnovata per il periodo giugno 2010 - maggio 2011.

http://www.farmaceuticomilitare.it/prodotti.aspx?lnrid_cat=1

Jacuzzu.. un'attistari comu sempri virica walden raggiuni avi: U sa co io ti stimu però stavota pigghiasti nà cantunera di pettu..... scanciasti ciciri pi favi..! ti salutu giacomì....
Io sugnu unu chi tu canusci bonu……. Ciao Giacomì

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vattali 30A ha detto...

Siti sempri li soliti "raugghiusi"!
Bonu era?
Vi piaciu?
E chi minchia, a viviti e futtitivinni!
L'unica cosa chi vi pozzu cunsigghiari e chidda ri fari una seduta spiritica e "chiamari" a bonarmuzza ri Tino Scotti!!!
P.S. Iò un c'era e perciò nun pozzu attematicari.
Vi pozzu sulu riri ca quannu lu fici iò, lu militari, mi ravanu li bustini di grappa (ca era sicca, ma accussì sicca ca li cannarozza arrascavanu pi una simana!), lu cordiali (sempri na li bustini, ma però cchiù duci e cchiù bella ra grappa!) nu facianu viriri ogni "fatta ri luna" a tipu comu ni facianu "viriri" u ciccolatti!
Sti cosi "licchi" si li futtianu sempri "l'abbuffini".
Vattali 30A

Walden ha detto...

Mattè viri ca menza buttigghia è sarvata! Non mancare alla prossima...

P.S.:
CU SUGNU se non dici chi sei non ti possiamo invitare!

CU SUGNU? ha detto...

Walden e Jacuzzu compreso Mattè... Viritica sugnu un votru amicu... a cui piace particolarmente la musica... walden sugnu chiddu chi cunsigghò a Donna Sasà (alias to nonna) u secunnu pianu.. ora aspetti di viviri nzemmula cu vuatri.. Vi salutavi...!

Walden ha detto...

Ciao CU SUGNU, ovvero STELLA DELLA CITTA' di Baucina...

Vedremo di farti gustare l'Enocordial che hai bevuto mentre servivi la Patria.
Colgo l'occasione per chiederti se hai notizie concrete in merito agli aerei militari caduti "a muntagna" durante la IIWW.

CU SUGNU? ha detto...

Caro Walden,
mio nonno mi raccontava la storia di questa sciagura e mi raccontava pure che qualche nostro concittadino "accattone" non esitò a mutilare le dita della mano del pilota dell'aereo per rubare un anello d'oro... Non so se quanto raccontato da mio nonno risulti a verità.... anche perche lui in merito a quest'argomento narrava che: molti altri compaesani andarono in quel luogo per compiervi azioni di sciacallaggio di ogni genere.... Di più nì sò...!