Vastuneri
IL BASTONE
SICILIANO
Nel Medio Evo
si riscontra un uso popolare del bastone tra i pellegrini che si avviano alla
volta dei luoghi santi percorrendo le "vie francigene"; è un uso diverso però
che serve solo da difesa contro gli attacchi dei briganti o dei cani randagi ; è
il "bastone del pellegrino". Nei secoli
scorsi l'uso del bastone da duello è ben codificato: lunghezza minima di
"quattropalmi e mezzo" e massima di "cinquepalmi" dell'abolita misura di
Sicilia. Verticalmente si misura da terra fino al cuore del bastoniere, per cui
varia in rapporto all'altezza di ciascun soggetto. Inizialmente
il bastone da duello si ricava dallo stelo, diritto e nodoso, del "minicuccu"
(bagolaro o lotus jacoboeus), oppure dal pero selvatico "piru - prainu" - "piru
sarvaggiu", da cui l'espressione siciliana "dari li pira", cioè dare batoste,
"vastuniatu" (bastonato); si ricava anche dall'albero di arancio amaro, ulivo -
olivastro (agghiastru), sorbo, rosella, ecc. Il tipo o
varietà del virgulto o del piccolo tronco d'albero è una scelta personale del
bastoniere, una scelta assai scrupolosa; è lo stesso
bastoniere che si reca nel bosco o nella "chiusa" a scegliere l'albero dal cui
tronco o virgulto ricava, con successivo lavoro certosino, il suo bastone ,
pulito, sagomato, nodoso, pronto all'uso..! La scelta del
tronco d'albero è una vera propria arte, eseguita con competenza e
professionalità, con maestria. Chi insegna l'uso del bastone da scherma è
chiamato "maestro", ricevendo massimo rispetto dagli allievi. Il rapporto tra
maestro e allievo è simile a quello del "pater familias "di antica memoria, è
come tra padre e figlio; spesso i giovani allievi chiamano "padrino" (nunnu o
patrozzu) il loro maestro e quest'ultimo li considera "figliocci". Quasi sempre
l'allievo sceglie come padrino di cresima il maestro che nella scala dei valori
affettivi e sociali viene subito dopo il padre o alla pari.


1 commenti:
Notevole dissertazione, complimenti!! Da oggu guarderò i bastoni con un altro occhio o.O
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