Tutte le strade portano alla Rantaria...
Sia che esso (o essa) abbia un nome e sia che rimanga innomminato (o, peggio, innominabile...!), resta il fatto che appare isolato , ma in viaggio verso la Rantaria.
Non l'abbiamo cercato/a.
E' apparso da solo dopo che, come a fatto Jacuzzu sollevando la saracinesca della solitaria mascotte rinchiusa (il patetico pastore tedesco con gli occhi tristi alla Silvio Pellico), abbiamo sollevato la barriera anti-incappucciati.
Non resta che mostrare pazienza nei suoi confronti poichè appare del tutto bisognevole di relazionarsi con noi, pur spiandoci da dietro le sue virtuali persiane.
E' una persona sola ed è in cammino verso la Rantaria...


22 commenti:
Cu frequenta a Rantaria che è sia luogo fisico ma anche virtuale,avi a capacita ri suppurtari iurnati ri maluttempu e ri stranieri chi vennu a ripararisi comu u significatu littirali ri Rantaria voli riri.Nuatri semu amici ri l'armali e nnò nostru territoriu trovanu alloggiu e cunfortu...picchi nuatri semu:"Ariu nettu ccà unnavi scantu ri li trona".
Benvenuto figliol prodico!!!!!
L'innominato... ma... ricordando la letteratura manzoniana, anche l'innominato appariva isolato,ma temuto per la sua autorità, che otteneva il rispetto solo terrorizzando gli altri.In sintesi era una persona che aveva grandi diagi spirituali,che si ritrovava a godere nel veder soffrire il prossimo.
Comunque credo che non sia il caso del nostro anonimo,anche se poteva sceglie un modo meno ostile per iniziare(o già aveva iniziato, e ora vuole riprendere?) il suo cammino verso la Rantaria.
Anche io seguo il blog da quando ha cominciato a "vivere", e sono stato per un lungo periodo voyer silente, però quando ho deciso di manifestarmi l'ho sempre fatto firmandomi e tentando di non dare giudizi, specialmente se offensivi.
Volevo ricordare che quando iacuzzu alzò la saracinesca, sapevamo quello che c'era dietro...di contro, era la mascotte, che non sapeva che c'eravamo noi...
Quindi direi di non paragonare l'anonimo alla mascotte.
Infine, siccome la barriera anti-incappucciati è stata aperta dall'interno,simo noi ranters dichiarati, ad essere come la mascotte.Tutti sapranno quello che c'è dentro ma noi non sapremo quello che 'è fuori...(ma u mommix counter ni sta aiutanno a sapiri chiddo chi c'è fora)
comunque per quello che mi riguarda,sono in linea cu iacuzzu e sempre pronto ad accogliere a braccia aperte, anche gli anonimi più ostili ;)
Rantaria a parte il suo originale significato;mi riporta alla mia infanzia quando per offendere o umiliare una persone le si diceva :"onni sta a Rantaria?"
Perchè come da significato etimologico,voleva dire "dove stai dove stanno gli animali?"
E devo dire a me la cosa non faceva gran che piacere visto che io anche se abitavo in Via Roma,avevo una certa dipendenza dalla Rantaria visto che la nostra casa sporgeva anche sulla rantaria ed era li che mio padre aveva la stalla,e come se non bastasse mio nonno(U zu Iacuzzu) con mio padre avevano le Vacche sempre alla Rantaria vicino il macello.
Devo dire che il tutto era condito da una vitalità di genti e animali che non posso fare a meno di avere una forte dose di nostalgia.
Lì tutto aveva inizio e tutto aveva una fine;nascevano gli animali da allevamento (Vacche-Capre-Pecore -Suino) e lì trovavano la Morte al Macello appunto.
Sento ancora le urla dei maiali quando li portavano dentro nel loro ultimo viaggio,ed era se capissero che da li non sarebbero più usciti.
In breve a Rantaria era una strada viva e grondante di contraddizione che spaziavano dalla nascita alla morte.
Oggi siamo rimasti in pochi,ma ci lega il ricordo di quando a Rantaria per noi ragazzini era la nostra Disneyland,li ci siamo conosciuti li ci siamo legati e li ci faremo trovare quando verrà il tempo di percorrere la porta d'accesso per l'ultima volta.
Iacuzzu
Chiaramente per ovvie ragioni anagrafiche, la "rantaria" non l'ho vissuta al vostro modo, però ricordo quando andavo all'asilo e passavo, con mia madre che mi tenelva la mano, dalla "macabra" rantaria.
Mi vengono ancora in mente i volti di quegli animali, legati fuori da una corda cortissima, che si dimenavano e si agitavano come se già avesserò compreso,l'inesorabile e terribile morsa del destino, che li attendeva.
Naturlamente, tutto ciò era accompagnato da una stridula colonna sonora, che miscelava le urla umane dei carnefici e le urla animali delle vittime; il tutto era anche accompagnato da un'odore di sangue, che permaneva anche per alcuni giorni.
Naturalmente questa cornice,per me, faceva della rantaria un luogo surreale e terrificante, che si autogestiva e seguiva nella sua "indipendenza", una propria logica di terrore, lontana anni luce dalla logica e dalla concezione del mondo che può avere un bambino di pochi anni.
Cresendo(anche se ancora, non mi reputo affato grande), Mi sono reso conto, che quello che vedevo da piccolo alla rantaria, non era che un monito alla mia innocenza da bambino, che ignorava totalmente l'efferatezza umana; oggi assistiamo a quotidiani e spaventosi mattatoi, dove a morire non sono gli animali, ma uomini e dignità.
Ho molto apprezzato quello che jacuzzo ha scritto, perchè ha avuto la capacità di farmi cogliore e immaginare, quello che doveva essere la rantaria, in un tempo in cui io, non ero nemmeno un intenzione.
Le conclusione che traggo, da quello che ho letto, mi portano a dire che la Rantaria è Baucina e Baucina è la Rantaria.
Ma quello che con grande certezza credo, è che la rantaria è in realtà in ognuno di noi, perchè rappresenta la sintesi della vita:"Lì tutto aveva inizio e tutto aveva una fine;nascevano gli animali da allevamento (Vacche-Capre-Pecore -Suino) e lì trovavano la Morte al Macello appunto...
....In breve a Rantaria era una strada viva e grondante di contraddizione che spaziavano dalla nascita alla morte."
Credo che queste parole di jacuzzu, per desvrivere la sua rantaria, si possano estendere anche alla definizione di vita.
Provate a sostituire allo scritto di jacuzzu,rantaria con vita ,e vedrete che "radiografia" perfetta!!!
Proprio pochi giorni addietro mia moglie ha narrato ai nostri figli, rimasti inorriditi, la vera storia di tanti animali scannati alla Rantaria. Anche lei ha rimarcato il ricordo (incubo) degli strilli disperati dei poveri suini condotti a morte.
Il maiale, come scientificamente provato, è la bestia geneticamente più simile all'uomo; non ha caso la sperimentazione per i trapianti d'organo investe solo i suini. Inoltre la medicina omeopatica, cosiccome ebraismo e islamismo, vieta in assoluto di cibarsi di carne di maiale in quanto, viene setto: "è come cibarsi di se stessi"!
Tutti quelli che negli anni settanta/ottanta hanno frequentato la Rantaria non potranno mai dimenticare quei terribili lamenti e anche, come ha correttamente ricordato 4Tonato, quel persistente odore dolciatro di sangue. Potrei continuare narrando tutte le fasi di un "horror" che coinvolgeva anche gente molto compiaciuta di un rito sacrificale all'insegna dell'abbondanza. Si spaziava, inoltre, dai raccattatori di interiora ai bevitori di sangue caldo (dicevano che faceva bene alla salute!?). Talvolta, gli addetti alla macellazione, al termine del "lavoro", improvvisavano pure delle grigliate... (comu ci spirciava..?)
Da parte mia, divenuto più grandicello, non potevo fare a meno di assimilare quel ricorrente spettacolo al terribile proverbio locale "bocinara sangunazzara" che, sebbene coniato da sconosciuti avi e per altri motivi ancor più tragici, ben si adattava allo scannatoio settimanale.
Concludo affermando che proprio quei ricordi hanno fatto di me un quasi-vegetariano.
Quasi quasi mi sento in colpa per tutta la carne che ho mangiato e macellato e mi sento più in colpa per aver approvato chi prima di me lo ha fatto e se ne è cibato. la lugubre descrizione di rantaria mi fa ricordare il patibolo e il martirio che molti Santi hanno affrontato. peccato che una lieve differenza separa l'uomo dalla bestia e che molte volte si scambia la bestia per l'uomo e viceversa. Cani e gatti alimentati da scatolette di carne e bambini nel mondo che muoiono di fame. Mi sembra che l'uomo stia perdendo il senso dell'orientamento, anzi non riesce ancora, dopo millenni, ad orientarsi. Buonismo e Santità non coincidono. Cibatevi di ogni cosa che trovate al macello con rendimento di grazie perchè tutto è stato fatto per l'uomo. Pace fratelli!! Sullamita
Vero è!
Buonismo e Santità non coincidono.
E' pur vero che nostro Signore provvede per noi, suoi diletti figliuoli, con abbondanza di pane quotidiano.
Se fossi affamato mi ciberei volentieri dei prodotti della macellazione e renderei grazie al Padreterno.
In tutto ciò è falso, a mio parere, che si possa scannare in eccesso per tracimare dall'abbondanza all'abbuffata.
Dunque anche sazietà ed ingordigia non coincidono!
Il buonismo ha poca a che fare con la fame.Sta alla Santità come il Digiuno sta la Sazio.
a proposito dell'Hrror narrato da Os.,voglio confessare le mie colpe e ammettere che anchio ero tra quelli che partecipavano al rito sacrificale,che si svolgeva al Macello.
Ho ancora oggi impresso nella memoria il vecchio macello ,un grande locale con un unica capriata in legno,sensa pareti divisorie,fatta eccezione per un piccolo stanzino,che era l'ufficio del veterinario;che arrivava sempre in ritardo a cose fatte.
Ricordo l'aggeggio chiamato pistola che serviva a uccidere i vitelli,i quali erano i primi a essere macellati,un bel colpo di pistola assestato in mezzo alla fronte e giù di schianto aterra,poi interveniva il macellaio,con un coltello che veniva affondato in gola e iniziava a scorrere litri e litri di sangue.Poi veniva issato con l'ausilio di un grosso paranco e mi ricordo che spesso avevo il grande piacere di partecipare alla sua ascesa.Il tutto aveva dei ritmi e delle manualità standardizzate che si concludeva con il risultato finale dei "Quqrti";mammano che i macellai procedevano a tale operazione,venivano selezionati piccoli ritagli di carne, che gelosamente riposti dentro un "Catu",sarebbero poi serviti per il rito finale della grigliata.
La griglia era possta sul lato del muro che dava alla rantaria;lì venica posto a riscaldare un grosso "Quararuni",che serviva a riscaldare l'acqua che serviva a depilare i "Porci",che erano gli ultimi a essere macellati.
Venivano uccisi assestandogli un colpo di mazza in testa e poi "Scannati",in modo da essere dissanguati.Venivano poi messi su un ripiano in pirtra che era posto al centro del locale e li venivano "depilati",per poi essere "Quartiati";avendo sempre cura che venissero selezionati piccoli ritagli di carne per il rito finale.
Tutto avveniva come potrete immagginare nel rispetto delle norme Sanitarie e del protocollo HACCP.
Quando tutto era finito e i quarti dei poveri animali erano tutti appesi e allineati,si dava inizio alla grigliata,momento da tutti atteso e momento che aveva parecchi discepoli.
E' lì che forse ha inizio la mia non abitudine a non mangiare molta carne,non tanto per rispetto nei confronti dei poveri animali sacrificati,ma solo per sazietà infantile.
Era un mondo che aveva le sue regole i suoi ritmi ancestrali che avevano la capacità di trasformare una mattanza in un momento di rituale atto al soddisfacimento primario dell'uomo che è l'alimentazione.
A mio avviso il tutto va visto dietro questa prostettiva,non era solo mattatoio,ma era distribuzione di cibo e soddisfacimento primario quale è il Mangiare.
Tutto avveniva due volte la settimana ,il Martedì e il Venerdì.
Tutto finiva con l'opposizione dei timbri da parte del veterinario che era sempre in ritardo,che attestava la salubrità delle carni e dei "protocolli" igienico-sanitari.
Per l'ennesima volta, ho reputato come migliore risposta una canzone del mitico Franco battiato: Sarcofagia.
Non dirò niente sulla canzone, ascoltatela e ditemi...
Quattrotonato non credo che Battiato faccia tendenza ne tantomeno sia in grado di sovvertire l'ordine naturale che fin da primordi ha indicato la carne come alimento principale dell'uomo.
A noi di Rantarialab Battiato piace!
Persino 'Ncignè (il sommo fondatore, ora assente per mussoliniano pudore) ne ha esaltato la musica sin dai primordi del blog.
Mi scuso con l'anonimo (!) autore dell'ultimo commento, ma non ricordo passi biblici sulle origini esclusivamente carnivore dell'uomo. Osservo, invece, che autorevoli studiosi della alimentazione (Nico Valerio), dopo avere attentamente studiato la dentatura umana e dopo averne constatato, in particolare, la conformazione dei denti canini (non sviluppati come quelli dei primati carnivori), hanno affermato che l'uomo era originariamente "granivoro"; ovvero si cibava, prevalentemente di cereali e residualmente di carni.
Inomma..., era semi-vegetariano!
Amen!! Battiato grande cantautore, un pò a modo suo come tutti gli artisti, ma per quanto riguarda la sarcofagia devo dare ragione all'anonimo. Io preferisco la carne al grano. anche Abele offri in sacrificio a Dio un agnello e a Dio piacque.. senza nulla togliere agli altri alimenti che mi hanno accompagnato nel corso della vita, amo cibarmi di carne anche cruda in tutti i modi. Odio qualsiasi forma di crudeltà sugli animali e l'uccisione a scopo diverso da quello dell'alimentazione. Buona cena.
Caro anonimo,
Sul fatto che Battiato non faccia tendenza, credo che sia uno dei complimente più belli che tu possa fare.Se ci mettessimo a seguire le tendenze, rischieremmo di essere alienati e in balia di un corrente priva di direzione e identità.
Di sicuro non sono qui a esaltare la cultura vegetariana, ma di certo non la condanno, poichè come dice os.walden e la scienza, porta notevoli benefici.
Il problema è un altro, e riguarda la sfera della sensibilità di ognuno di noi, in seno a delle uccisioni/macellazioni spesso inutili, che non sfameranno nessuno.
Il mio pensiero, come quello della canzone, vuole essere da monito allo spreco odierno, poiche oggi non si macella per sfamare ma per ingozzare e buttare(se pensiamo alle quantità di carni buttate ogni giorno, inorridisco).
Sulla Bibbia,come dice os.wa, credo che non sia scritto da nessuna parte "macella per mangiare", quindi trovo che sia un pò pretenzioso, bibblicizzare la discussione.
Non nascondo che vorrei essere vegetariano,ma di fronte ad una bistecca alla griglia, non so resistere e non perchè la carne è uno degli alimenti principali(comunque credo che non lo sia),ma per la mia golosità e ingordigia.
Quindi caro anon ti invito a riflettere: mangi la carne, perchè come dici tu, è un alimento principale? o per ingordigia e golosità, come me? Se sei come me, non ci sono spiegazioni bibbliche, ma solo di gola.
Anche il prof. Umberto Veronesi essendo vegetariano, ha scritto molto su questo tema e addirittura consiglia il consumo di carni rosse 1 o 2 volte a setimana.
Avevo ragione! la carne piace a tutti anche se a qualcuno piace condita con un pizzico di falsità e una manciata di orgoglio. Ammettiamolo
Carissimi amici,
io la ricordo bene la Rantaria da voi descritta, anche il vecchio Macello, lo studio della banda musicale , l’esattoria del M° Genovese, la casa di Don Filippo Greco, dove la storia racconta è stato ricomposto dai dottori De luca Gioacchino e Nicolò Greco il corpo di Santa Fortunata, a porta o jardinu da zà Margherita, dove durante l’estate si esibivano i signori; Mastru Brasino Truscelli (fiscaletto); Turiddu Truscelli (benjo); Turiddu Cirrinciuni (fisarmonica); Fulippu Cirrinciuni (chitarra); M° Giacomo Cirrinciuni (mandolino e chitarra); Don Antonino Taibi (spettatore), era una vera è propria orchestrina d’altri tempi che allietava i pomeriggi estivi in quella zona con musica autoctona, spesso da bambino, ero affascinato da queste figure e passavo piacevoli ore ad ascoltarli.
A Rantaria fino a qualche anno fa veniva conservato l’attuale fercolo o “vara” di Santa Fortunata. Gli antichi ricordano che nella strada da Rantaria vi erano i lavatoi comunale dove le donne baucinesi andavano a lavare i loro panni con acqua squisita di sorgente.
Personalmente era il percorso che io facevo ogni mattina per andare a scuola, abitando al fondaco e precisamente prima in via Roma e poi in Via Galileo Galilei.
Una volta ricordo che mentre mi recavo a scuola, ero giunto in prossimità del vecchio macello che aveva un portone in legno e sentii le strilla disperate di un maiale che stava per essere macellato, la curiosità fu tanta che mi accostai al portone e vidi macellare quel povero animale, piansi fino a quando arrivai a scuola, ma la cosa strana fu che u zu Vicenzu Vuscardu (Guardia Municipale) mi rimproverò per aver assistito a quella scena così sanguinaria.
A Rantaria ricordo, anche, dov’è attualmente l’odierna aula consiliare, u sceccu du zu Peppi Baldu, sarà coincidenza ma questo luogo fino ad oggi ha visto bivaccare solo asini.
Speriamo che sia la volta buona per vedervi bivaccare qualche bel cavallo puro sangue.
Non ero un assiduo frequentatore di quella zona, ma anch’io la ricordo con molta nostalgia.
Bocinaru d.o.c.
Devo dire che sconoscevo totalmente il lato dell'intrattenimento musicale alla Rantaria e ammetto, che lo immagino con gran divertimento e curiosità.
Come vedete, quello che è un po la cartina del tornasole e il punto di comunzanza tra tutte le nostre concezioni della Rantaria è lo sgomento destato dalle uccisioni al macello.
Quindi o da carnofili o da carnofobi, la violenza e la sofferenza, almeno nella maggioranza degli individui, sono cose che si condannano a livello inconscio prescindendo dai gusti e dalle tendenze alimentari.
"A Rantaria ricordo, anche, dov’è attualmente l’odierna aula consiliare, u sceccu du zu Peppi Baldu, sarà coincidenza ma questo luogo fino ad oggi ha visto bivaccare solo asini.
Speriamo che sia la volta buona per vedervi bivaccare qualche bel cavallo puro sangue. "
Questa è un evidente, acuta ed elegante provocazione alle varie classi politiche che si sono susseguite nel corso del tempo a baucina.Voglio sottolineare che il "politico" è l'unico animale, dove la purezza del sangue non può essere vagliata dal pedigree, ma dall'operato nel corso del mandato.
Caro ciccio,
Speriamo allora, che la classe politica baucinese sia degna, almeno più degli asini(che spesso hanno dignità maggiore di alcune categorie di uomini), di quel luogo.
Bravo 4toNATO hai capito la mia ironia. Da un'attenta disamina si evince infatti che quel luogo è deputato solo ai scecchi. Naturalmente quest'analisi non ha niente a che vedere con la tua persona che stimo fraternamente.
Cos'è per voi la "tendenza"? Se non la mediocre e passiva sottomissione a stili di vita e comportamenti che annullano la propria singolarità, quella che contraddistingue l'uomo, per il sol fatto di essere tale: UOMO!
Quest'ultimo ovviamente inteso come genere umano!La donna, UOMO anche lei, ne completa ad incastro e per inspiegabile alchimia,un marchingegno psico-fisico altrimenti incompleto.
Credo che Battiato,in questo e non solo, sia maestro: "Le aquile non volano a stormi..."ricordi 4toNato?E,sebbene il lento, progressivo ed umile processo, forse chiamato crescita, che porta a prendere consapevolezza che la vita nasconde sì sogno, ma anche disincatata realtà mista a cinismo, potrebbe portarmi ad intravedere nelle scelte di stile di Battiato una mera trovata discografica, non si può non riconoscere il genio che lo caratterizza!
Ricordo ancora le mie mattine da poco più che lattante...attraversare il magico "sottopasso du zù Turiddu Cirrincione"quello che dalla Rantarìa conduceva a Scuola, quella scuola che ha lasciato un positivo segno indelebile nella mia persona...zainetto in spalla...lì i miei affezionati libri, in una tasca i miei sogni da infante,in mente farfalle colorate e davanti l'infinito...Ai miei occhi quel minitunnel assumeva diverse sfumature: potevo attraversare in solitudine un luogo buio e contemporaneamente intrigante, sempre in allerta perchè non scorgessi ombre sinistre, ma una volta fuori di lì mi sentivo ogni giorno più "forte"...forse una strana metafora della mia vita...sebbene ancora tutta da scrivere, ma indubbiamente il buio di quel tunnel ha fatto da inchiostro...Signori,il o i tunnel bisogna attraversarli personalmente per poter gustare a pieno paure e soddisfazioni che ne derivano...e,sebbene ho la netta sensazione,alla quale tuttavia guardo con un filo di ironia mista a tenerezza,che non do quest'impressione, a causa di un viscerale conflitto realtà-apparenza insito nella mente umana, la mia certezza è che i "tunnel", le prove e gli ostacoli posti in campo che ho ritrovato fin'ora, sono emozionanti strumenti che ci fanno sentire vivi!
Questo è il mio personale inno alla vita, che per quanto strana, è pur sempre VITA!!!Incesantemente, instancabilmente, caparbiamente VITA!
Scusate per l' "anonimo" dell'intervento precedente...adesso ho un Id...
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