FalleGnomi
01/02/2014
BAUCINA'S HISTORY
Linea ferrata Palermo-Corleone-San Carlo
Tarocchi: "La scala di Giacobbe" (o di Jacuzzu?)
Chat square "Piazza S. Fortunata" La piazza di Rantarialab
Speziale Volante in Apocalypse Now
I am not a Pitruni..., my name is PASQUINO!!!
Un comunità da tempo proiettata verso l'alto
Puru u sinnacu cuminciò da Rantaria (1977)... Ora truvallu tocca a tia!!!
giovedì 15 settembre 2011
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3 commenti:
Il punto di inizio è il periodo immediatamente successivo alla Rivoluzione Francese (1789). La Sicilia è ancora sotto il gioco del Regno Borbonico. Periodo di notevoli contrasti e permeato da un’ansia di rinnovamento piuttosto accentuato. Purtroppo le sciagurate politiche adottate da Napoli in Sicilia non solo frenarono velleità riformiste, ma consolidarono ancora di più quei ceti che giocheranno un ruolo preponderante – in negativo – negli anni a venire. La situazione non si discosta molto allorquando entra in campo lo Stato Sabaudo. Autore di una politica davvero scellerata in Sicilia. Una politica che isolò di fatto l’isola nei confronti del resto del Regno. Una politica che finì con il rinforzare i ceti latifondisti veri responsabili della generale arretratezza siciliana. Politica – è bene rimarcarlo – che determinò l’emergere della mafia come strumento essenziale di intermediazione e potere.
Ferdinando I di Borbone (1759-1825)
Succeduto al padre Carlo III, Ferdinando (1751-1825) fu sovrano prima con il duplice titolo di Re di Napoli (con il nome di Ferdinando IV) e di Re di Sicilia (con il nome di Ferdinando III), poi diviene Re delle Due Sicilie (con il nome di Ferdinando I). Nel lungo regno (66 anni) lui e la consorte, la regina Maria Carolina d'Asburgo, pagarono l’acritica apertura alle idee illuministiche e massoniche con i sanguinosi sconvolgimenti che coinvolsero anche e duramente le popolazioni del Mezzogiorno.
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