Il mondo visto dal sellino
La bicicletta non è una non-auto. La pratica della bicicletta potrebbe essere concepita in sè, senza essere contrapposta all'automobile. Ma la colonizzazione dello spazio vitale da parte delle quattro ruote, la loro onnipresenza visiva ed olfattiva obbligano l'amante della bici, pacifico per natura ad una reazione di autodifesa. Si tratta di un lungo lavoro di riconquista ideologica, contro lo straripamento dell'iconografia automobilistica: dal culto della virilità che essa sottintende fino all'apologia implicita di un Occidente tecnologicamente dominante. Vivere in bicicletta significa sbraitare contro le automobili. E' una questione di sopravvivenza. Nell'equilibrio naturale, i predatori troppo numerosi minacciano l'estinzione di una specie. Si potrebbe pensare che, con i suoi diecimila morti l'anno nella sola Francia (35 milioni dalla sua invenzione secondo la Croce Rossa), l'automobile è diventato il primo predatore dell'uomo. Ciò nonostante la crescita dell'industria automobilistica è considerata un fattore di prosperità. Si è presi da un senso di vertigine di fronte alla capacità di auto-obnubilamento dell'umanità che, in una certa misura, organizza il proprio sterminio. Per non parlare poi del fascino (degno di quello del cobra prima dell'attacco mortale) che l'automobile esercita sulle sue vittime (presenti o future). Fascino le cui manifestazioni più aberranti sono le riviste specializzate, le pubblicità sgargianti che esaltano la velocità e i numerosi Saloni dell'auto. Nessuna altra specie, nella storia della creazione, ha mai generato il proprio predatore con tanto entusiasmo.
I TOPI NON SONO MAI ANDATI AL SALONE DEL GATTO!!!
Dieder TRONCHET:"Piccolo trattato di ciclosofia"


1 commenti:
Avete mai visto dei topi costruirsi delle trappole per topi? solo l'uomo costruisce trappole per se stesso.
Iacuzzu
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