Appello per un incontro tra "amici"...
Propongo una riunione quacchera, chissà...
L'unica controindicazione è che i simpatizzanti dei quaccheri (dunque non quaccheri) si definiscono "Amici degli Amici" e ciò, purtroppo, in Sicilia ha anche un altro significato negativo.
Il silenzio, per i quaccheri, è una via maestra per conoscere la volontà divina, in un raccoglimento senza liturgia, senza sacramenti (la vita intera è un sacramento), senza pastori, in cui nulla possa distrarre il credente dalla ricerca della luce interiore.
Naturalmente, il silenzio del culto - che non è assenza di parole, ma ascolto della Parola di Dio che è incisa nel cuore dell'uomo, e può comunque farsi sentire senza mezzi e persone intermediarie - non è un valore in sé, ma uno strumento di valore. La luce interiore (di Cristo) non è un fenomeno luminoso che si cerca di provocare, ma una condizione che si può trovare e ritrovare, nel raccoglimento dei presenti disposti in cerchio. E il silenzio può essere reso più ricco da qualche breve intervento spontaneo di chi, fra i presenti, sente l'urgenza di esprimersi brevemente su una cosa che prova in quel momento, con una breve preghiera, una citazione biblica. Può accadere che un intervento, considerato comunque un servizio (ministero), possa ispirarne altri.
Dopo un'ora circa la riunione si chiude con una stretta di mano circolare, ed anche se non ha dato frutti straordinari è considerata una cosa altamente preziosa, perché ha messo in comunione dei fratelli. Il principio base però, il punto fermo da cui è partito il pensiero quacchero, e che ne costituisce a tutt'oggi l'essenza, è la certezza che esiste « una parte di Dio in ogni creatura ». George Fox (nella foto) diceva: « That of God in every one ». Alcuni potranno speculare teologicamente o filosoficamente, sul perché e il come quel tanto di Dio sia nell'uomo, se è l'anima, lo spirito o cos'altro; il quacchero non lo discute, vi aderisce con semplicità, non lo impone a nessuno, lo vive e lo dimostra. Come? Rispettando nel prossimo, amico, protestante, cattolico, ebreo, musulmano, indù, buddista o ateo, la creatura di Dio, portatrice di una somma di eterno.


3 commenti:
A picchi no!!
Iacuzzu
Condivido totalmente la visione quacchera che secondo me si rifà un po alla visione igniaziana della preghiera.
Infatti anche secondo il libretto degli esercizi spirituali, il silenzio e la preghiera sono in stretta correllazione, inquanto si trascende il comune pregare,che è come una continua richiesta ed esposizione dei problemi personali a DIO, che si conclude sempre con quello che abbiamo da dire NOI, quindi con un monologo. Invece la preghiera come silenzio non è altro che un porsi a Dio come ascoltatori e ricevitori di quello che è il suo messaggio(la sua rivelazione).
Quindi sarebbe cosa buona cominciare ad ascoltare quello che Dio ha da dirci, in silenzio e non continuare con i nostri sterili monologhi camuffati da dialoghui divini.
Bene...
possiamo provare.
Attendiamo altre adesioni.
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