FalleGnomi
01/02/2014
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Un comunità da tempo proiettata verso l'alto
Puru u sinnacu cuminciò da Rantaria (1977)... Ora truvallu tocca a tia!!!
sabato 15 novembre 2008
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5 commenti:
Alla nostra veneranda età questi momenti d'incontro risultano preziosi e densi di significato.
Essi, allorquando comportano una crescita e non un'involuzione, risultano d'ausilio alla "buona battaglia" che ciscuno, quotidianamente, si presume che stia conducendo. Il punto attuale, per quanto mi riguarda, è: EVITARE INUTILI PROVOCAZIONI RECIPROCHE.
Ciascuno, rispettoso delle individualità altrui, esponga tranquillamente la propria testimonianza di vita e, alla fine, volente o nolente, finirà per avere aiutato gli altri.
Non finirei mai di parlare dell'importanza dei momenti gastro-associativi...L'idea del convivio dantesco(lì le portate però sono solo spirituali),miscelata con l'idea della classica "manciata" mi ha da sempre affascinato.Ma ci pensate che bello un banchetto dove succulente portate culinarie, trovano sublimazione con altrettante e succulente, portate spirituali, scaturite magari, dall'incotro di vecchi amici che conservano integra la loro individualità(os.walden docet).
Naturalmente, per quel poco che vi conosco, credo che la cena sia andata proprio come da me desritto all'inizio ;). Sono anche molto felice di vedere che un amicizia che dura nel tempo, non è per questo sedimentata, ma è anzi in coninua evoluzione e sperimentazione.
Infine volevo dire la mia per quanto riguarda amicizia e individualità.In questo mio pensiero mi vedo molto allineato ad OS.walden, dato che per me l'amicizia, non è una sintesi di due o + persone dove si miscelano le caratteristiche del'uno con le caratteristiche dell'altro/i, assistendo cosi ad un azzeramento individuale, che per forza di cose implica il prevalere dell'uno sull' altro/i(per quanto mi riguarda ho avuto esperienze di amicizie simili, e posso garantirvi che sono le peggiori...).In sintesi, per me l'amicizia è un rapporto che lega 2 o + persone in maniera olistica, quindi rispettando il ruolo e l'individualità(non l'egoismo!!!!) del singolo.
Desidero scrivere 2 citazioni la prima riferita all'amicizia:
"Il massimo che posso fare per un amico è di essere semplicemente suo amico. Non ho ricchezza da donargli. Se lui sa che sono felice nel volergli bene, non vorrà altra ricompensa. Non è divina in ciò l'amicizia?"
Henry David Thoreau
2 citazione è sull'importanza dell'individualità:
"Come ogni essere umano, devo avere il diritto a quei momenti in cui posso farmi da parte...Per sentirmi un'unità che agisce autonomamente"
Stig Dagerman
P.S. Viva le RantaCene ;)
Apprezzo molto il commento di Fortunato "il giovane" poichè mi rammenta molti nostri entusiasmi altresì giovanili.
Se devo essere del tutto sincero, sebbene mi faccia molto piacere ritrovarmi intorno ad un tavolo connotato da "pani, alivi, amicizia e vinu", resto spesso perplesso su qual'è, al termine di ogni evento pseudogastronomico, la prevalenza spirituale: quella del vino, quella fideistica o quella filosofico-esistenziale?
Tanto spirito condensato, sovente confuso tra lazzi e frizzi, mi ingenera confusione e smarrimento. Se da un lato, infatti, provo certa soddisfazione nel trascorrere alcune ore con veri amici, da un altro lato ambirei a travalicare con le stesse persone il limite dell'umano piacere. Per essere più chiaro mi affligge considerare tali eventi come una momentanea panacea narcotizzante delle rispettive tensioni personali dovute a famiglia, lavoro e quant'altro.
Ambirei ad annullare l'effetto placebo e a definire con certezza un condiviso percorso di crescita. In tal senso ho visto, e continuo ad osservare, i veramente miracolosi effetti del percorso cristiano intrapreso alcuni anni addietro. Ma egoisticamente, perdonatemi, vorrei andare ancora più oltre in veste di pellegrino dello Spirito, quello Santo e l'unico per me assolutamente prevalente.
Tutto ciò è una pretesa umana destinata a restare insoddisfatta. Davanti a Dio ci si presenta da soli!
P.S.:
A fine settimana tornerà momentaneamente a casa (Rini) Fortunato senior...
Il percorso cristiano da voi intrapreso, pur non avendolo vissuto io in prima persona l'ho vissuto attraverso mio padre.
Sono ancora oggi, ammirato nei confroti di mio padre, che secondo me, grazie a quel cammino ha ritrovato una pace, un equilibrio e un "intimità" con Dio davvero invidiabile ed esemplare.
Spesso e volentieri durante il pranzo(da me si miscelano sempre le portate, spirito e gastronomia) mi piace intraprendere discorsi spirituali con mio padre.Mi pongo da provocatore nei confronti delle sue idee e devo dire che nelle sue risposte c'è qualcosa di speciale, perchè non rispondono solamente alle mie domande ma sebrano indicarmi un percorso, non quello intrapreso da tutti, ma un percorso che privilegia un rapporto + intimo e diretto con Dio senza servirsi di intermediari pseudo catalizzanti e spesso devianti.
Chiaramente questo è un percorso che si intraprende con fatica e in solitudine, e non basta solo la volontà perchè come giustamente dice mio padre:"si è salvi per grazie e per rivelazione, non pensare di divorare le Sacre Scritture e avvicinarti cosi a Dio, se è nella Sua Volontà, Lui si rivelerà a te e ti salverà anche attraverso un solo versetto..."
Ora vorrei levarmi qualche sassolino voglio rivolgere u appello a tutti i Baucinesi( anche io all'inzio ero tra quelli, ma ero troppo piccolo ed influenzabile) che avevano tacciato quasi di eretismo, delle persone che non facevano altro che parlare e avvicinarsi a DIO. Cari compaesani vorrei averla io la fede di mio padre e spero che anche voi possiate raggiungere quel livello di intimità con Dio.
Però sono consapevole di questo:
« In ogni campo e per ogni oggetto sono sempre le minoranze, i pochi, i rarissimi, i Singoli quelli che sanno: la Folla è ignorante. »
(Søren Kierkegaard)
P.S.Anche secondo kierkegaard la vera religione è quella fondata sul rapporto diretto e interiore fra uomo e Dio.
Onore (spirituale)a Peppuccio, padre ispirato di Quattrotonato!
Credo, Coerenza e Costanza hanno caratterizzato il suo lungo cammino maturato, per grazia,in un privilegiato rapporto con Gesù Cristo.
Devo massimo rispetto verso un vero Figliolo di Dio e grande vicinanza ad un fratello nella fede.
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