Ranta music

ArcheoRanters1980

ArcheoRanters1980
Quant'è bella giovinezza che ci fugge tuttavia... del doman non v'è certezza...

NewRanters2009

NewRanters2009
Manca Saro o Nino?

Ex ArcheoRanters

RantariaChurch

RantariaChurch
Gesù Gesù...

L'angolo cristiano di Fratello Nino

L'angolo cristiano di Fratello Nino
Pensieri dedicati a Rantarialab da un amico di sempre. (clicca sull'immagine per l'accesso diretto al post più commentato di Rantarialab)

FalleGnomi

FalleGnomi
01/02/2014

www.ilmale.net

www.ilmale.net
il primo giornale di Rantaria (1978)

BAUCINA'S HISTORY

BAUCINA'S HISTORY
salvo errori e/o omissioni (orrori omessi=baronaggio, politica e mafia nel XX secolo). Es: la storia di Cola AZOTI?... itivilla a circari! Accontentatevi degli illustri e coevi FAZIO, DE LUCA e TRAINA...

Rantarialab - Blog denuclearizzato

Sito denuclearizzato

Linea ferrata Palermo-Corleone-San Carlo

Linea ferrata Palermo-Corleone-San Carlo
Non esiste, io sospetto, frontiera, almeno nel senso che noi siamo abituati a pensare. Non ci sono muraglie di separazione, nè valli divisorie, nè montagne che chiudano il passo... (Dino Buzzati)

A cura dell'Aeronautica Militare

A cura dell'Aeronautica Militare
Bon tempu e malu tempu nun duranu tuttu u tempu

Tarocchi: "La scala di Giacobbe" (o di Jacuzzu?)

Tarocchi: "La scala di Giacobbe" (o di Jacuzzu?)
Take it easy! Vacci piano Jacuzzu ca ti struppii i custiceddi..

Discorso augurale di fine anno proposto da Rantarialab

Discorso augurale di fine anno proposto da Rantarialab
www.signoraggio.com

RantaGnomi

RantaGnomi
Brutti fuori e belli dentro o viceversa?

IDDA

IDDA
Ci sunnu o ci fannu?

Chat square "Piazza S. Fortunata" La piazza di Rantarialab

SuperFarmacistaVolante

Speziale Volante in Apocalypse Now

Speziale Volante in Apocalypse Now
Sgancia bombe o supposte? Certo è che cavalca con le Valchirie...

RantaSpalle

I am not a Pitruni..., my name is PASQUINO!!!

I am not a Pitruni..., my name is PASQUINO!!!
Cu si voli lamintari un manifestu a lu coddu mi pò appizzari...

S.O.S. Santa Fortunata

S.O.S. Santa Fortunata
Appello urgente lanciato da Pilusu89

Santa Fortunata

Santa Fortunata
Narra la tradizione...

Inno patriottico baucinese

Inno patriottico baucinese
By Katrins09

Ecoblog Rantacompatibile

Un comunità da tempo proiettata verso l'alto

Un comunità da tempo proiettata verso l'alto
U probblema è scinniri..., ma na para (anzi PARA') di Ranters u sannu fari!!!

Puru u sinnacu cuminciò da Rantaria (1977)... Ora truvallu tocca a tia!!!

mercoledì 5 novembre 2008

Fortunato dixit...


6 commenti:

Anonimo ha detto...

Articolo totalmente fazioso e pressappochista che non parla del decreto, ma che si limita a strumentalizzare(come al solito) il tutto, in maniera tale da creare uno sterile allarmismo catastrofico. Leggendo l'articolo della prof, devo dire che ho notato una grande diarrea di giudizi sul decreto e una grandissima stitichezza di informazione sullo stesso. Dopo aver letto il decreto l'articolo, per me, perde totalmente di consistenza.
A tal proposito riporto il comma 5:

"Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati."


Se c'è qualcuno che ha voglia di leggere il decreto nella sua interezza, può clikkare sul link

Il decreto da quello che ho capito io dice che i gestori che hanno ottenuto la gestione delle reti idriche pubbliche senza gara d'appalto ma per affidamento diretto(questo sicuramente avennuto per qualche favoritismo vario, del politico x verso la ditta y) devono essere rimossi entro il 31/12/2010 ed al loro posto dovranno subentrare altri gestori che avranno vinto la gara d'appalto(quale miglior garanzia della gara d’appalto, per sancire una convenienza??? ). Il che mi sembra dimostri non quello che dice l'articolo ma, semmai, l’opposto, cioè si sta cercando di mettere le cose al loro posto specialmente in quegli ambiti delicati, quali quello idrico.Sono sicuro che questo non implica nessun tipo di aumento delle tariffe ma, anzi, essendo una gara pubbllica potrebbe addirittura portare ad ottenere vantaggi e benefici agli utenti. E poi voglio ricordare che l’acqua la paghiamo da molto tempo… e le concessioni ci sono già, ma non regolate.

P.S. seguo l'attivita del blog da tempo grazie all'invito ro zzu Jacuzzu.Tengo davvero a fare i miei complimenti a tutti voi per lo spessore, l'acume e anche la leggerezza con cui trattate gli argomenti + svariati(dal mistero del mitico RANTone alla filosofia di Hadot, filosofo che mi ha permesso di conoscere il geniale Wittgestein).

Saluti da
4toNATO 3asile

iacuzzu ha detto...

Caro Fortunato,lodevole il tuo commento,a dimostrazione del tuo impegno socio-politico.
Ma devo fare delle osservazioni,in merito non tanto al contenuto dell'articolo,ma sul concetto di Proprietà Pubblica.
Ho letto il decreto e in particolare l'articolo che contiene il comma 5 che tu citi; ebbene il problema non sta nel definire chi è il proprietario di un servizio pubblico come quello idrico,ma chi lo gestisce e come lo gestisce.
Come sai benissimo abbiamo diversi precedenti di gestioni private di pubblici servizi che non hanno affatto agevolato i cittadini fruitori di detti servizi,nonostante bollette da salasso.
So benissimo che politicamente siamo su sponde diverse,ma io resto dell'idea che è il cittadino a dover essere salvaguardato,mediante la possibilità di aver accesso,in questo caso all'Acqua,senza che il privato (Impresa o Cosorzio)limiti la fruibilità e l'accesso a un bene primario quale è l'Acqua senza le forche del profitto e della privatizzazione.

Walden ha detto...

La mafia dell’Acqua

Sempre più spesso si sente parlare dell’ emergenza idrica nel sud Italia e più precisamente delle isole, ma nonostante questo vengono regolarmente sequestrati depositi, pozzi o addirittura laghi abusivi. Cerchiamo di capire un po’ meglio il coinvolgimento dei gruppi mafiosi con questo problema.
L'acqua è uno dei settori su cui i gruppi mafiosi hanno esercitato il loro dominio. La mafia siciliana non è solo un' organizzazione criminale ma qualcosa di più complesso: i gruppi criminali agiscono all'interno di un sistema di relazioni, hanno rapporti con il contesto sociale, con l'economia, la politica e le istituzioni, le attività delittuose sono intrecciate con attività legali e perseguono fini di arricchimento e di potere. Nessuna sorpresa quindi se la mafia ha rivolto particolare attenzione a una risorsa fondamentale come l'acqua, approfittando delle opportunità offerte dal contesto politico-istituzionale. Con la costituzione dello Stato unitario non c'è stata in Italia una politica di pubblicizzazione e regolamentazione delle acque e in Sicilia, in particolare nelle campagne palermitane, si è imposta la pratica del controllo privato esercitato da guardiani, i "fontanieri", stipendiati dagli utenti. I guardiani erano nella maggioranza legati alla mafia, così pure i "giardinieri", cioè gli affittuari e gli intermediari. Il controllo sull' acqua ha causato contrasti che sono all' origine delle guerre di mafia. L'acqua è una risorsa essenziale per la coltivazione degli agrumi che negli anni successivi alla creazione dello Stato unitario vengono esportati sul mercato nazionale e internazionale, in particolare negli Stati Uniti, principale meta di emigrazione dopo la sconfitta della prima ondata del movimento contadino (i Fasci siciliani). Il controllo dell'acqua e del mercato agrumicolo è nelle mani di gruppi mafiosi che avviano i primi rapporti con gli emigrati in America, tra cui ci sono i fondatori dell'organizzazione mafiosa d'oltre Oceano. Il controllo mafioso dell'acqua continuerà anche dopo e i mafiosi non esiteranno a ricorrere all' omicidio se esso verrà messo in forse. Nel 1945, a Ficarazzi, nei pressi di Palermo, al centro della pianura coltivata ad agrumi, viene ucciso Agostino D'Alessandro, segretario della Camera del lavoro, che aveva cominciato una lotta contro la mafia dell' acqua. Era stato "invitato" a desistere ma aveva continuato la sua battaglia, all'interno della mobilitazione dei contadini che raccoglierà centinaia di migliaia di persone impegnate nella lotta per la riforma agraria e per la democrazia, scontrandosi duramente con la mafia. I mafiosi fanno sentir e tutto il peso del loro potere all'interno dei consorzi di irrigazione di nuova istituzione. L'esempio più noto è il consorzio dell' Alto e Medio Belice. Il consorzio istituto nel 1933, in pieno periodo fascista, abbracciava un comprensorio di circa 106.000 ettari ed era stato costituito per la realizzazione di una diga sul fiume Belice. Esso rimase inattivo fino al 1944, per l'opposizione della mafia, che temeva "che lo sviluppo dell' iniziativa poteva toglierle il monopolio dell' acqua e sovvertire l'ordine delle cose (campierato ed usura) fino ad allora sotto il suo diretto controllo. L'unica attività che il consorzio riesce a realizzare è la costruzione di strade che non è ostacolata dai mafiosi che organizzano la raccolta e la fornitura di pietre alle imprese di costruzione. Tra questi mafiosi c'è il giovane Luciano Liggio che costituisce una società di autotrasporti e non è contrario all' attività del consorzio intuendo che esso può offrire grandi opportunità. Infatti la costruzione di dighe sarà un ottimo affare per i mafiosi che sanno inserirsi accaparrandosi buona parte degli stanziamenti pubblici. Esemplare la vicenda della costruzione della diga Garcia sul Belice, chiesta a gran voce dai contadini e ottenuta dopo anni di lotte. Il capomafia Peppino Garda compra i terreni, ottiene finanziamenti per migliorare le coltivazioni e infine li rivende, a un prezzo di gran lunga superiore a quello d'acquisto, agli enti pubblici interessati alla costruzione della diga. Una speculazione studiata a tavolino pienamente riuscita grazie alle complicità delle istituzioni. Palermo La grande "sete di Palermo" del 1977-78 fu l'occasione p& l'apertura di un'inchiesta sulle fonti di approvvigionamento idrico nell'agro palermitano. Tra le poche fonti informative esistenti c'era la Carta delle irrigazioni siciliane redatta nel 1940 dalla sezione di Palermo del Servizio idrografico del Ministero dei lavori pubblici, da cui risultava "un aggrovigliarsi di usi di acque delle più diverse provenienze" e individuava 114 sorgenti e 600 pozzi che prelevavano l'acqua dalla pingue falda freatica. Un documento più recente, del 1973, redatto dall'Ente sviluppo agricolo (Esa) rilevava l'esistenza di 1.469 pozzi che attingevano alla falda freatica nella fascia costiera. Queste acque sotterranee per la grande rilevanza che avevano per il soddisfacimento del fabbisogno idrico della città e delle campagne avrebbero dovuto essere inserite nell'elenco delle acque pubbliche, invece vengono lasciate sfruttare dai privati e in prima fila sono i più noti rappresentanti dell'associazione mafiosa. A dire del magistrato che condusse l'inchiesta, il pretore Giuseppe Di Lello, il criterio nella redazione degli elenchi delle acque pubbliche è il "rispetto" delle acque private. Nel Prga (Piano regolatore generale degli acquedotti) redatto dal Ministero dei lavori pubblici e approvato nel 1968 figuravano solo 13 pozzi, di cui due salini e quattro in via di esaurimento per impoverimento della falda, mentre non c'era traccia dei pozzi ricchissimi d'acqua gestiti dai Greco di Ciaculli, una delle dinastie mafiose più note, e da altre famiglie mafiose: i Buffa, i Motísi, i Marcenò, i Teresi. Ovviamente la falda freatica andava impoverendosi per il vero e proprio saccheggio perpetrato dai privati e in particolari dai mafiosi e in molti pozzi era già in stato avanzato l'intrusione di acqua marina che ne rendeva impossibile l'uso. L'acqua dovrebbe essere un bene pubblico, invece l' Azienda municipale acquedotto di Palermo (Amap) prende in affitto i pozzi dei privati e negli anni '70 il Comune di Palermo paga quella che dovrebbe essere la sua acqua circa 800 milioni l'anno. Particolare significativo: i privati per scavare i pozzi si servono dei mezzi dell' Esa, cioè di un ente pubblico, e con modica spesa realizzano affari consistenti. L'Amap, alla ricerca di nuove acque, trivella le zone povere d'acqua, lasciando le zone più ricche al monopolio dei privati. Le responsabilità di tale situazione sono state chiaramente individuate, ai vari livelli: dal Ministero dei lavori pubblici all'Assessorato regionale, al Provveditorato per le opere pubbliche, all' Ufficio del Genio civile e, ovviamente, all' Amap. Alcuni fatti costituivano reato e gli atti vennero inviati alla Procura della Repubblica ma l'inchiesta non ebbe seguito. Un'altra inchiesta condotta nel 1988 si concludeva con il rinvio a giudizio di vari mafiosi, di proprietari di pozzi e di alcuni tecnici, ma il processo si concluse con una serie di assoluzioni. In media ogni anno piovono in Sicilia 7 miliardi di metri cubi d'acqua, quasi il triplo del fabbisogno calcolato in 2 miliardi e 482 milioni di metri cubi (1 miliardo e 325 milioni per l'irrigazione dei campi, 727 milioni per dissetare i centri abitati, 430 milioni per il fabbisogno industriale). Eppure la Sicilia soffre la sete, e in alcune zone, per esempio nelle province di Agrigento, Caltanissetta, ed Enna, è emergenza permanente. Ci sono dighe che da vent'anni attendono di essere completate, o non sono state collaudate e possono contenere solo una parte della capienza. Ci sono le condotte colabrodo (si parla di perdite del 50 per cento). Questo non è solo il frutto del controllo mafioso sull' acqua ma più in generale di una politica delle opere pubbliche all' insegna dello spreco e del clientelismo. L'opera pubblica, a prescindere dai miglioramenti che può arrecare alle condizioni di vita della popolazione di un determinato territorio, viene utilizzata come occasione di speculazione e di accaparramento del denaro pubblico. Nessuna delle dighe esistenti è autorizzata ad essere riempita completamente. Qualche caso, tra i più eclatanti. La diga Ancipa potrebbe raccogliere 34 milioni di metri cubi d'acqua, ne raccoglie solo 4 milioni. La diga presenta delle crepe, segnalate da più di trent'anni. La diga Disueri potrebbe contenere 23 milioni di metri cubi, ma deve fermarsi a 2 milioni e mezzo. La diga Furore, in provincia di Agrigento, completata nel 1992, non è mai entrata in funzione. Per altre dighe mancano gli allacciamenti. Spesso si dice che mancano i soldi, ma in più di un caso i soldi ci sono e non si spendono per inerzia delle amministrazioni che continuano a favorire l'approvvigionamento da parte di privati. Nel Febbraio 2001 oltre sette milioni di metri cubi rischiavano di finire in mare, perché le dighe non erano in grado di contenere l'acqua caduta con le abbondanti piogge. In Sicilia si fanno processioni e cerimonie religiose per invocare la pioggia, ma quando c'è la pioggia bisogna svuotare le dighe. E questo non è solo mafia. E va ribadito che la mafia ha potuto operare, nel settore dell'acqua come in altri settori, perché ha goduto di un contesto favorevole e di complicità, omissive o attive, diffuse. Data la frammentazione della gestione, spesso riesce difficile individuare le responsabilità.

Walden ha detto...

L'UOMO ASSETATO
Sulla riva di un fiume si trovava un'alta muraglia e su di essa era seduto un uomo arso dalla sete e dalla disperazione. Stando lassù egli non poteva abbeverarsi al fiume e perciò agonizzava come un pesce scagliato da un'onda sulla spiaggia a due passi dal mare. Ad un tratto, con un gesto di rabbia, egli lanciò un mattone nell'acqua e piombando nei flutti il mattone produsse un suono che giunse alle sue orecchie sotto forma di una voce. Dolce e deliziosa era quella voce, come quella di un tenero amico e l'assetato se ne inebriò come se fosse vino. E allora l'uomo, rapito da quel piacevole suono, per poterlo riascoltare si mise a staccare altri mattoni dal muro e a lanciarli nel fiume. La voce però gli disse:"Ehi, tu, cosa speri di ottenere lanciando mattoni nell'acqua?". Lui rispose: "Ne traggo due vantaggi. Il primo è nell'udire il rumore dell'acqua, che alle orecchie di un assetato è soave come il suono di un liuto. L'altro vantaggio è che, ogni volta che stacco un mattone dal muro, il muro si abbassa e io mi avvicino al fiume. Comprendi l'esempio? Più ardente è la sete di chi sta in cima al muro, più fervido sarà il suo zelo nello staccare i mattoni. Più il suono dell'acqua lo incanterà, più cercherà di lanciarvi dei blocchi voluminosi. E mentre lui, rapito, udirà dei suoni celestiali, all'ignaro passante non giungeranno altro che dei banali "pluff"!

(Estratto da "Ascolta la musica dell'anima" di Gialal dd Din Rumi, maestro mistico e fondatore della confraternita dei Derevisci rotanti - 1220 d.C circa)

iacuzzu ha detto...

Mi piace....
A tal proposito e consolidando le considerazioni su mafia e Acqua di Os.ricordo che noi a baucina abbiamo (o hanno) risolto il problema dell'approvigionamento idrico non utilizzando le nostre falde, ma facendo un accordo con elementi e gestori,proprietari di pozzi privati,sponsorizzati da soggetti conniventi se non organici alla Mafia.Il tutto grazie a nostri amministratori che si sono piegati al gioco di poteri che,vista la loro provenienza politica(Destra),dovevano combattere o quantomeno non dare loro la possibilità di mettere le mani nel bene publico e nell'approvigionamento di una risorsa quale l'Acqua che dovrebbe essere gestista in modo Limpido com'è essa,e non col malaffare e con la connivenza.
Ecco perchè sono contrario a che tale risorsa così importante per l'uomo sia gestita da privati al solo fine,che non è certo quello di distribuire un bene Pubblico,ma quello di arrichirsi sui bisogni primare della gente.

Anonimo ha detto...

Leggendo gli altri commenti non possiamo far altro che prendere coscienza di un altro problema, questo assai + complesso perche riguarda un altro tipo di siccità..."La siccità o aridità mentale" che riguarda tutti coloro che sono affini A mafie e consimili.Dopo la lettura dei post di jacuzzu e di OSwalden che ha fatto una stori-analisi idrica di un certo spessore che mi ha sconvolto e lasciato BASITO allo stesso tempo,pur già sapendo delle idromafie. Sono giunto ad una coclusione, eludendo proseliti e filippiche; come al solito i Nemici sono dentro di noi, e non nelle circostanze!!! E per quanto ci possiamo allontanare da essi siamo pur sempre legati a loro da una invisibile e pesante catena. Quindi il problema non sta nel privatizzare un bene pubblico o no, il problema riguarda la sensibilizzazione di molti uomini ,che spesso ci comando e ci amministrano, verso la legalità e l'etica(mi sa che è + utipico del comunismo), perche se il gestore privato ha etica(non ditemi che l'etica dei privati è solo il profitto, perche quella non è etica) gestirà con etica e cosi se un amministratore ha etica amministrerà con etica. Purtoppo conosciamo tutti l'attanagliante morsa della Mafia e purtroppo questa non si può risolvere solo politicamente, ma anzi, implica una evoluzione di pensiero e di modus vivendi da parte della popolazione tutta.


P.S. Bellissimo il racconto che conserva quella affascinante saggezza dei mistici sufi.

Saluti
4toNATO 3asile