FalleGnomi
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domenica 9 novembre 2008
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8 commenti:
chiaro che senza ali si può volare ma il problema è l'atterraggio...
Saluti da
4toNATO 3asile
(alias quattrotonato)
Ma gli Amisch per loro natura e cultura non volano neanche con i sogni......
Gli Amish sognano tanto quanto noi.
Secondo me la differenza sta nella possibilità che lo facciano più semplicemente. Per loro un buon sogno potrebbe essere costituito da un grande campo rigogoglioso di grano. Anche i loro incubi potrebbero essere più semplici (ad es.:pessime annate agricole). Però loro dovrebbero possedere un grande valore aggiunto rispetto a noi: la SOLIDARIETA'. Dico rispetto a noi che concettualmente la conosciamo, ma non sempre (anzi quasi mai) la applichiamo. Essere solidali sgnifica fare "concretamente" qualcosa per gli altri, magari evitando tanti bei discorsi persi.
Dunque, secondo me gli Amish sognano e lo fanno consapevoli e forti del loro senso di appartenenza culturale e comunitaria.
Amish: gruppo protestante scappato dalla Svizzera dopo la rivoluzione calvinista. Parlano un dialetto svizzero del seicento. Hanno uno stile di vita molto semplice, rifiutano l’uso dell’energia elettrica, hanno un grande senso di solidarietà da costituire una sorte di vera società comunista, ed hanno emigrato in USA in colonie sparse. In tutto sono 250.000 e sono in aumento. Vanno a scuola obbligatoriamente fino a 13 anni nelle scuole dei loro villaggi. Non hanno chiese perché non c’è bisogno di queste, ma la messa va celebrata in casa dell’uno o dell’altro, senza bisogno di un luogo apposito. Dopo 13 anni possono frequentare per qualche anno altri ragazzi, bere, andare in discoteca, ossia vita mondana e poi decidere se rimanere. In genere torna l’ottanta per cento dei ragazzi nella comunità. Il battesimo non si fa appena nati ma dopo, verso i 16 anni, mentre a vent’anni si sposano.
La corte suprema in questo caso dà ragione agli Amish contro lo stato del Wiskonsim per quanto riguardo l’obbligo scolastico. L’istruzione federale è contaria a quella invece praticata dagli Amish perché vi è lo spirito competitivo mentre la religione Amish auspica la solidarietà tra i suoi seguaci, non fanno sport perché ciò li porta via dalla comunità a livello emotivo e psicologico.
Ottima analisi di oswalden sui sogni amish, o direi sui sogni in genere, inquanto i sogni sono funzionali ai desideri individuali e non alle consuete bramosie di una massa amorfa che rappresenta gran parte della nostra società.
Anzi per certi versi credo che gli amish rappresentano una realta, che per molti uomini repressi e vittime delle consuetudini odierne, è un sogno...
P.S. Se non ricordo male il dialetto amish è il Dutch ?(correggetemi se sbaglio)
Saluti.
4toNATO 3asile
I sogni esistono e noi spesso li releghiamo a mera attività negativa(quello sogna ad occhi aperti).
Ma pensate che nelle ore che usiamo per riposare dalle quotidiane "fatiche",non facciamo altro che Sognare.
Solo che poi quando fa "luce" ecco che veniamo inondati da un Buio che assomiglia tanto a un'incubo.
Bravo Os.
Il mio post relativamente agli Amish che non sognano... vuole essere una provocazione a noi stessi ,in quanto loro come gruppo di appartenenza sono riusciti ad avere un sogno e cioe' quello di mantenere ben saldo fra loro un legame forte di buona convivenza e solidarieta' sociale, imponendosi in maniera naturale tutto cio' per il quale, il loro credo stabilisce.Io penso che da loro potremmo imparare molto, ma tra noi e loro per dire una parodia siamo lontani anni luce ops.loro non usufruiscono di energia elettrica.
E' pur vero che nel ns. gruppo c'e' un sottostante nell'essere naturalisti,ma e' altrettanto vero che, vuoi per la condizioni di cui ognuno di noi ha scelto, tale amore verso la natura e la naturalita' e' andato per forze di cose a sminuirsi.
Detto cio' ammiro con grande rispetto e quasi quasi con un pizzico d'invidia la comunita' degli Amish e chissa' se nel ns. cammino ci potra' essere qualcosa di loro in noi.
Niente invidia, ma approvo l'ammirazione. Per il resto anche noi talvolta siamo stati un po' Amish. Ricordo che, seppure in condizioni di straordinaria spiritualità, abbiamo ospitato nelle nostre case la Chiesa invisibile. Abbiamo anche scavato, in tutta solidarietà, un piccolo pozzo d'emergenza a ChiaraScarpa.
Abbiamo montato, rapidamente, stufe a legna per consentire all'amico di riscaldarsi.
Certamente è poco, anzi pochissimo. Avremmo potuto e, tuttora, potremmo fare tanto di più. L'importante è partecipare... (nel senso più pieno del termine!).
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