Vento che non si sa da dove viene e nemmeno dove va...
Tempo addietro Vattali ha inviato questa bellissima immagine che ritrae un marchingegno scenico per riprodurre il rumore del vento in teatro.
La "diavularia", come la definirebbe 'Ncignè, forse funziona (o funzionava) in teatro laddove ogni realta può essere trasfigurata in spettacolo, sia esso commedia, tragedia o quant'altro.
Ebbene, mi duole osservare, dopo essere rimasto volontariamente in "stand by" per alcuni giorni, che di una rara serata trascorsa tra vecchi amici difficilmente riunibili, è rimasto solo il peggio, ovvero quanto riportato nel precedente post antiberlusca.
Secondo me siamo ridotti male.
Certo, tornando all'asino che non può entrare di coda, pur sperando inutilmente in un quantomeno breve momento spirituale, ho compreso che il sacro vento dello Spirito (ruah) non può soffiare secondo le umane aspettative e nè, tantomeno, può essere teatralmente riprodotto nell'ambito di un'umana farsa. Non esistono artifizi o macchinari capaci di imbrigliare il divino vento Consolatore.
Eppure sabato sera molti attendevano conforto e consolamento!

11 commenti:
A pcchì -vistu ca sabatu c'era bisognu ri confortu e cunsulamentu- un ti mittii a priricari?
Vattalireprobo?
in tutte le attività umane difficilmentye il peggio è ciò che rimane.
Caro Os. un pò di tolleranza,difronte a una cena che come hai detto,ha riunito intorno a un tavolo Amici spesso lontani e soli.
Iacuzzuandataeritornu
Voglio premettere che il post non è antiberlusca ma è in realtà "antivattali"(in senso amichevole e scherzoso),dato che volevo semplicemente e simpaticamente ironizzare sul rapporto conflittuale berlu-vattaliano.
Poi io antiberlusca... di sicuro non lo mitizzo, ma certamente,da quello che dimostra anche il mio impegno socio politico, mi ritrovo a militare nelle sue zone ; cmq non siamo di certo qua per fare politica, ma per confrontarci e crescere insieme scambiandoci le nostre idee.
Poi lo spirito antiberlusca non è stato proprio il peggio... Vogliamo forse dimenticare lo spirito petomane che si è impossessato di qualche ranters?(troppo ridere, sembrava a "maculatedda" cu tutti di "trona...").
Chiusa parentesi scherzosa....
...Inizio parentesi seriosa.
La mia premessa ha un tono chiaramente scherzoso, quindi ora, procederò più seriamente, dato che il prob suscitato da rantaria ( os.walden?), a parer mio, ha una certa complessità che sfocia in un evidente disagio: "Secondo me siamo ridotti male."
Onestamente, per quanto mi riguarda, mi fa male che si pensi che sia rimasto solo il peggio.
Come facciamo a giudicare ciò che rimane dentro ad una persona e addirittura dire se è il meglio o il peggio? Da quello che dice o scrive su un post? Ma... per quello che mi riguarda il post anti berlusca è servito, al contrario, proprio ad esorcizzare quel "peggio" e non di certo ad esaltarlo.Io di solito quando ho un problema o qualcosa che non va, la prima cosa che faccio, è tentare di "buttarla fuori" o col dialogo, o con la lettura o gridando o giocando o infine, scrivendo un post. A volte, lo scrivere o il parlare, mi si conceda il paragone, è come il defecare... cioè abbiamo bisogno di buttar "fuori" le scorie che non servono al nostro "organismo"(spirito).
Da autore del post e quindi da perfetto conoscitore delle proprie intenzioni, concordo perfettamente che quello sia il "peggio", ma infatti il post voleva eliminare/sottolineare proprio quello, e laciare il resto( poi se meglio o peggio, sarà l'individualità di ognuno a stabilirlo).Quindi quello che rimane in una persona non è detto che debba sempre essere visibile e sbandierato ai 4 venti, mentre al contrario, se non volete far rimanere in voi qualcosa di sgradevole, liberatevene subito e sbandieratelo ai 4 "venti".
Poi per quanto riguarda le tematiche spirituali concordo perfettamente con os.walden, inquanto lo spirito trascende il volere umano e si manifesta proprio come il "Vento che non si sa da dove viene e nemmeno dove va...", quindi inutile colpevolizzarci e commiserarci. E poi chi ci dice che anche quella serata, vissuta in quella maniera non sia un disegno divino e quindi manifestaione spirituale? A noi discernere e percepire...
Cmq concordo con os.walden che cerca anche "altro"..., da un incontro con amici, ma di sicuro come dice jacuzz, quello di sabato non è mica da disprezzare.
P.s. Il mio non è assolutamente un commento polemico ma chiarificatore, ed è portatore del mio personalissimo e criticabilissimo pensiero.
P.P.S. Io ripropongo la cena quacchera proposta in precedenza da os. Un esperienza sicuramente da provare...
P.P.P.S. Scusate se c'è qualche errore ma ho scirtto di geeto e non ho riletto ;)
Carissimo 4Tonato,
apprezzo sempre di più i tuoi scritti perchè in essi mi capita, sempre più spesso, di identificare taluni miei "furori giovanili".
Quello che tu definisci "buttare fuori" - o, in termini quantomeno più radicali, "defecare" - attraverso la mia (solo presunta)maturità del quasi cinquantenne e, soprattutto, mediante gli attuali esiti di un percorso di vita che, almeno per me, ha anche una prevalente valenza spirituale, andrebbe chiamato "TESTIMONIANZA".
Essa è prodotto della "Grazia" e consente, in "Spirito e Verità", di vivere momenti, o stati prolungati, di autentica fratellanza.
Quello che è accaduto sabato sera, in aderenza ad una consolidata abitudine, è stato solo un senz'altro piacevole momento di svago laddove il medesimo svago, però, per sua stessa definizione, voleva significare "fuga", seppur occasionale, dalla realtà. L'indomani, se non la stessa notte, ciascuno è ritornato a vivere la propria e consueta realtà con piena coscienza della durezza che spesso la caratterizza.
Ben venga, dunque, il salutare e terapeutico svago, ma poi...?
Se ad esso si fosse aggiunta la schietta "testimonianza" forse ne saremmo usciti maggiormente perplessi, reciprocamente gravati dalle rispettive angustie, ma certamente più consolidati sotto l'aspetto della condivisione, ovvero, appunto, della "FRATELLANZA".
Ciscuno, invece, egoisticamente teso verso il soddisfacimento della mera esigenza di trascorrere spensieratamente la serata, se ne è infischiato dei problemi che assillano gli altri convenuti. Affrontarli avrebbe significato dover rinunciare all'egoistica necessità di "evadere" dai più gravosi aspetti della propria quotidianità. Guai a farlo! Mica siamo autolesionisti.
Spero sia chiaro il senso del mio scritto che tende a superare tutti i rassicuranti limiti della banale frequentazione, definita pretenziosamente "amicizia",per decollare verso dimensioni, più teorizzate che applicate, connotate da vera e reciproca condivisione. Insomma: vette esistenziali da vertigine.
Pura UTOPIA!
Sò già che Jacuzzu interpreta questo mio stato d'animo con il suo disarmante concetto: "Tuttu chiacchiari e distintivu"!
Salam aleikum
Carissimo os.walden ho colto, almeno penso, perfettamente la direzione dei tuoi scritti e credo che, in 2 parole, tu non vuoi semplicemente l'incontrarsi ma il conoscersi volto,"vento permettendo..." alla condivisione e alla crescita spirituale di ognuno.
Oggi come oggi, siamo sempre di fronte ad orde di persone che si incontrano, si scontrano, si mischiano...insomma tutti stanno con tutti ma in realta nessuno conosce nessuno!!!! Poichè per conoscere gli altri occore una grande consapevolezza di se stessi, e della propria funzione(spirituale). Quindi, questo continuo incontrarsi/scontrarsi inconsapevolmente non fa altro che alienarci, e allontanarci da quello che deve essere la nostra stella polare: DIO.
"Tu sei Quello che tu vuoi, ma non sai quello che tu sei."
ascoltatevi la canzone sul link. e vedrete che esprime uno dei disagi + comuni del nostro tempo: Il vuoto(su questo link troverete anche il testo, le parti in inglese sono molto interessanti dato che, L'Oxford Dictionary ha pubblicato le cento parole più utilizzate negli ultimi anni e Battiato canta nel ritornello in inglese, alcune di queste parole.)
P.s. Comprendo il tuo concetto di fratellanza, perchè anche mio padre me ne parla spesso, e lo fa alla tua stessa maniera.Voglio esprimere tutta la mia stima nei confronti di persone che hanno scelto la fratellanza all'"amicizia"(quella banale).
P.P.S. Ripropongo la cena quacchera , secondo me potrebbe sorprenderci...
Certu su un ci fussi mavissivu a nmintari.
Un capisciu picchì mi mittiti nmucca paroli chi un dicu e un pensu.
Poi propriu iò ca ogni vota chi cè di parrari e di rapiri l'armadi sugnu sempri lu primu e i me armadi sunnu sempri aperti.
Dà sira comu rissi ni ficimu pigghiari ri la cuntintizza tutta "umana" ri essiri nzemmula,e lu aspettu Spirituali fu vinciutu ri la "carni".
Po essiri ca fu una Cacata ma po essiri ca sirvì a annittari li nostri peni ri ogni gnornu.
Ogni tantu una purga servi a annittari li uredda nturciuniati ri lu nostru ciriveddu.
Pozzu sulu riri ca nun ci fu vuluntà cattiva.
Metticci poi ca nuatri poviri paisani malarrinisciuti unn'avemu cunfirenza a sentiri certi paroli tipu Quaccheri.
Ocche runu po puru pinsari ca è una bistemia.
Aprossima vota sicuramenti semu chìù abituati e ni rapemu lu cori a lu Spiritu.
Iacu, ma pi nventari a tia la menti umana aviva bisognu di millenni di studi, canuscennu a to cumplessità.
Comu sempri la natura fa sempri megghiu, e ti nvento na un secunnu.
Ora Però, natura non ci stupire + con effetti speciali ca di iacuzzu ni basta unu e cumu iddu un c'è nissunu(e menu mali...) ;).
P.s. zu iacu mi la manni la fotu ro palummeddu? pi piaciri ti lu ricu.
OH, si nun ma manni ti manno lu cavaleri Tourout e poi su azzi to!!!!!!
4Tonato ha meglio interpretato il mio pensiero.
Preciso che non condanno il piacere carnale della serata in questione, caratterizzata da intensa e piacevole allegria, ma aggiungo che avrei desiderato di più; una sorta di valore aggiunto...
Tutto qui.
Puntualizzo, inoltre, che non miro a momenti di bigotta spiritualità.
Ciò che mi infastidisce è paragonare una serata tra amici ad una serata al teatro, al cinema o allo stadio. Ovvero momenti di mera narcosi della routinaria quotidianità.
Dagli amici, quelli DOC, mi aspetto di più per dare di più!
Se ora a cinquantanni ninniamu a scola pi putiri parrari o scriviri a tia.
Teni cuntu ca comu termini ri parauni c'è cu avi a Turottu ri Bocina.
Tu fa u maistru e nuatri po essiri cà facemu i compiti o i scritti comu riciamu quannu eramu "nichi" e ghiavamu a scola.
Io ricu ca chiddu chi dividi li omiini è cà cisunnu chiddi chi stannu assittati ta la cattidra e chiddi chi stannu nnà li vanchi.
Iacuzzuassittatunnaluvancu
Bonu...,bonu Jacuzzu...,
nun t'appagnari. Pichì m'arrispunni d'accussi?
Chi ci trasi cu nsoccu scrissi iu?
Maaahhh...?
Centra centra!!!!!
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